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La Puglia
Guardando la cartina si resta colpiti subito dalla forma della regione, lunga e stretta. La Puglia nell’ideale stivale raffigurato dalla penisola italiana costituisce il suo tacco che è arricchito da un piccolo sperone, il promontorio del Gargano, coperto interamente dai boschi della Foresta Umbra e circondato quasi completamente dal mare, esso costituisce un patrimonio naturalistico immenso.

I dolmen sono delle grandi lastre di pietra poggiate orizzontalmente su altri grandi massi posti verticalmente; i menhir sono invece delle enormi pietre conficcate nel terreno e possono raggiungere anche dieci metri di altezza: queste due tipiche costruzioni si trovano sparse nelle campagne pugliesi e sono i segni di una storia antichissima che è ancora oggi misteriosa. Si è certi comunque che la storia della Puglia ha inizio in tempi lontanissimi e che il suo nome deriva da quello dell’antica tribù italica degli Apuli.

Molte altre le attrattive della regione: i trulli di Alberobello, le suggestive casette con tetti a forma conica; le più antiche e grandi saline d’Italia, quelle di Margherita di Savoia; le Grotte di Castellana, un brevissimo elenco rispetto a quello che la Puglia offre.

Belli da visitare i centri più grandi: Bari, capoluogo di regione; Foggia; Taranto; Brindisi; Lecce, i capoluoghi di provincia e ancora Manfredonia, Vieste, Trani, Molfetta, Otranto, Andria, quest’ultima, vanta la presenza nel suo territorio di un’opera architettonica unica, Castel del Monte e molte altre.

Tra gli eventi più noti della regione è molto conosciuto il carnevale di Putignano, il più lungo d’Italia, infatti inizia a dicembre e termina a maggio.

Conoscere la Puglia significa anche conoscerne la cucina, tra le specialità culinarie impossibile non citare i numerosi tipi di pasta esistenti: dalle orecchiette ai fusilli, dai troccoli alle strascenate, dalle laganelle alle chianchiarelle.


Bari
Bari è il capoluogo della Puglia. Città antichissima, in ogni suo angolo si può respirare arte, cultura e tradizione.

Nata intorno al 1500 a.C., la città fu sotto l'influenza della Magna Grecia fino al 500 a.C., poi divenne Municipium e Colonia Romana e in seguito subì numerosissime dominazioni: dai Normanni agli Svevi, dagli Sforza di Milano agli Spagnoli, dai Borboni agli Austriaci.

Ricca di storia e, dunque, anche di monumenti, cultura e tradizione, Bari è divisa nella Città Nuova e nel Borgo Antico.
In quest'ultimo, caratteristico con i suoi tanti vicoli acciottolati su cui si affacciano case imbiancate dai balconi fioriti, numerose sono le chiese da ammirare: la Chiesa della Vallisa, quella di Santa Scolastica, di Sant'Anna, di San Giovanni, la Chiesa e il Monastero di Santa Chiara, il Monastero di San Francesco della Scarpa, ma soprattutto vanno menzionate la Basilica di San Nicola, splendido esempio di stile romanico pugliese, dalla facciata in pietra calcarea e dal pregevole interno, su cui spicca un magnifico pavimento a mosaico ed un soffitto barocco e la romanica Cattedrale di San Sabino ricca di interessanti opere d'arte.
Belli anche i palazzi, in particolare Palazzo del Sedile, sorto in epoca rinascimentale ed il Castello Normanno-Svevo-Aragonese.
Edificato in epoca Normanna, esso venne successivamente ampliato prima da Federico II di Svevia e, poi, dagli Spagnoli. Oggi si presenta quasi intatto, col ponte, il fossato, le torri ed il bel cortile interno. Una delle sue sale ospita la Gipsoteca Provinciale con interessanti opere d'arte pugliese.

La parte nuova della città, nata intorno all'800, è anch'essa molto bella. Spiccano chiese, palazzi e monumenti, ma su tutti meritano una visita il famoso Teatro Petruzzelli, costruito a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, ed il delizioso ed ottocentesco Teatro Comunale Piccinni.
Interessanti anche il Palazzo Ateneo (sede dell'Università) e l'annesso Museo Archeologico, il Palazzo del Comune, quello ottocentesco che attualmente ospita la Camera di Commercio, il rinascimentale Palazzo della Provincia con una bella torre campanata con orologio.

Giovinazzo (Bari)
Giovinazzo è un paese dai toni pittoreschi, affacciato sulla costa adriatica. Centro agricolo, all’interno del suo territorio troviamo estesi oliveti, che ne fanno una delle Città dell’Olio pugliesi. Incerta e remota è l'epoca della sua fondazione, che una fantasiosa leggenda attribuisce a Perseo, figlio di Giove.
La storia, invece, ci racconta che già esisteva con il nome di Natìolum al tempo dell'Impero Romano: venne fortificata attorno al 102 d.C. da Traiano e dotata di chiese all'epoca di Costantino il Grande.

Da visitare è certamente il nucleo antico, che sorge su una piccola penisola dominata dalla Cattedrale e dal Castello, cinto da mura nelle quali si apre la porta chiamata Arco di Traiano.
Nella vicina sede della Pro Loco è custodita una raccolta archeologica con monete e vasellame di età greco-romana e tardoantica.

Interessanti sono anche la Chiesa dello Spirito Santo, un piccolo edificio della fine del XIV secolo con portale gotico sulla facciata e quella di San Domenico, che custodisce un San Felice dipinto da Lorenzo Lotto nel 1542.
La Cattedrale fu consacrata alla fine del Duecento e fu ristrutturata in età barocca. Ben conservati sono il portale romanico scolpito e l'esterno dell'abside, con due torri campanarie e bifore. Nell'interno, di forme barocche, c’è un'interessante cripta su colonne romaniche. Il mare, poi, è quello splendido e limpido della costa pugliese: al mare si richiamano, naturalmente, molti piatti della cucina locale, come le alici arracanate, il dentice alle olive.

Accanto, i sapori della campagna con la pasta di grano duro (le celebri orecchiette) e il famoso "u grane cuotte", dolce locale a base di grano.

Brindisi
Brindisi, l'antica "Porta d'Oriente", era soprannominata così per la sua strategica posizione aperta verso la Grecia e l'Asia. Questo è un luogo ricco di tradizione e tante culture che qui sono giunte e continuano a giungere grazie al suo grande e attivo porto.

Pare che il nome Brindisi derivi dal termine messapico Brunda o Brendon che significa testa di cervo, ed in effetti la forma del suo porto è proprio quella di due seni ramificati. Anche il simbolo della città raffigura un cervo insieme alle due colonne terminali della via Appia.

Brindisi, come tutte le città pugliesi, ha una storia ricchissima di avvenimenti. Nonostante le recenti trasformazioni che hanno cambiato l'antica fisionomia del luogo, restano da vedere, ancora oggi, tante bellezze. Numerosi sono i reperti risalenti all'epoca romana che si trovano custoditi nel Museo Archeologico di piazza Duomo. Inoltre è possibile ammirare una delle due colonne in marmo terminali della via Appia: quella che si trova sul Lungomare Regina Margherita. L'altra, crollata nel '500 è stata ricostruita in piazza Sant'Oronzo a Lecce.

In piazza Duomo sono ubicati oltre al romanico Tempio, riedificato nel '700, il Portico dei Cavalieri Templari che da accesso alla Chiesa di San Giovanni al Sepolcro col suo bellissimo portale a rilievi e il Palazzo del Seminario. Interessanti anche la trecentesca Chiesa di San Paolo ricca di altari barocchi e resti di affreschi, quella di Santa Teresa del 1670, quella di Santa Lucia che insiste su un'antica chiesa ipogeica, la duecentesca chiesa del Cristo, quella di Santa Maria degli Angeli al cui interno si può ammirare un bellissimo soffitto affrescato, un crocifisso in avorio ed altre pregevoli tele e, infine, la chiesa di San Benedetto, caratteristica per la sua ricchezza di stili.

C'è un'altro edificio sacro che merita di essere visitato: la chiesa di Santa Maria del Borgo Casale. Situata a poca distanza dal centro della città, essa è uno dei più bei monumenti della zona, risale al XIII secolo e custodisce al suo interno un Giudizio Universale del '300 di Rinaldo da Taranto.
Brindisi possiede anche due costruzioni fortificate: il Castello Svevo, edificato nel '200 per volere di Federico II ed il Castello Alfonsino (costruito da Alfonso d'Aragona) sull'Isola di Sant'Andrea. Ha una particolarità: al suo interno è nascosto un piccolissimo porto.

Foggia
Situata nel cuore di una vasta pianura, Foggia è da sempre un importante centro agricolo, soprattutto grazie alla coltura del grano.
Le sue antiche origini si possono far risalire all'era Neolitica e già a quel tempo pare fosse molto sviluppata l'agricoltura. Di quest'epoca restano, oggi, delle vaste aree archeologiche: Passo del Corvo e Arpi. Inoltre, molti dei reperti qui ritrovati possono essere ammitrati al Museo Civico.

Nel corso dei secoli la città, sorta intorno all'anno 1000, ha sempre mantenuto un ruolo di primo piano. Restano, a testimoninza della sua importanza, molti monumenti: innanzitutto i resti del Palatium fatto erigere da Federico II di Svevia, che qui veniva a soggiornare; poi, il Palazzo della Dogana, sito in piazza XX Settembre; ma anche il Palazzo De Maio-De Vita, Palazzo Filiasi e gli ottocenteschi Teatro Umberto Giordano e la Villa Comunale.

Interessanti sono i luoghi di culto, tra i quali primeggia per grandiosità e bellezza la romanica Cattedrale. Belle anche le chiese dell'Addolorata, quella di Sant'Agostino, di Santa Chiara, di Gesù e Maria, la Chiesa dei Morti, la Chiesa delle Croci, molto caratteristica poichè formata da una sequenza di cinque cappellette, la Basilica di San Giovanni Battista e l'Epitaffio, delizioso monumento votivo risalente al '600.

Lecce
Lecce è il capoluogo di una delle zone più belle, ricche, raffinate e meglio conservate di tutta la Penisola.
Questa città affonda le sue radici nell'antichità. Municipium e colonia romana, essa subì la dominazione dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini e dagli Spagnoli.

Sin dall'antichità fu un importante centro economico, artistico e culturale, ma fu soprattutto sotto i Borboni che la città raggiunse il culmine dello splendore: vennero edificati palazzi, edifici sacri nel più elegante stile barocco.
Ecco dunque piazza Duomo, composta da un complesso di edifici quali il quattrocentesco Palazzo Vescovile col suo delizioso orologio che campeggia sulla facciata, il Duomo, la Torre Campanaria, con la sua vista spettacolare, e Palazzo del Seminario con il suo cortile splendidamente decorato, sede, attualmente, della Biblioteca Innocenziana.

Anche piazza Sant'Oronzo, centro della città salentina, è un mirabile esempio di architettura barocca. Vi si trovano la pregevole Colonna di Sant' Oronzo, Patrono di Lecce; l'Anfiteatro Romano, scoperto recentemente, del quale si può ammirare un parapetto elegantemente ornato oltre a delle belle gradinate; il palazzo del Seggio risalente alla fine del '500 del quale si può vedere solo la parte anteriore, la deliziosa Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Tra gli altri monumenti della città non possiamo dimenticare: il palazzo del Governo e la Basilica di Santa Croce; le tre porte, ossia Porta Napoli con l'Obelisco di Ferdinando I di Borbone, Porta di San Biagio con in cima la statua intitolata al martire leccese, la quattrocentesca Porta Rudiae.

Da non perdere: il Castello, voluto da Carlo V, con all'interno una pregevole cappella; il Teatro Romano, risalente alla prima metà del II secolo. Infine, sono da ricordare Torre del Parco a pianta circolare e la Torre di Bello Luogo, ubicata fuori delle antiche mura ed edificata verso la fine del XIII secolo. Al suo interno si trova un grazioso oratorio affrescato.

Taranto
La città di Taranto, situata sull'omonimo golfo, si affaccia sul bel Mare Ionio. Essa è divisa in una parte più recente edificata sulla terraferma, ed in una parte più antica posta su un'isoletta.

Le origini di Taranto risalgono al 706 a.C., quando una colonia spartana decise di stabilirsi in questo incantevle territorio. A quell'epoca l'isola, sulla quale si trova adesso Taranto antica, era unita alla terraferma da una striscia di terra, oggi, invece, a collegare le due zone vi è un ponte di pietra ed un canale navigabile. Sull'isola era posta l'Acropoli che divenne in seguito villaggio Bizantino e, poi, Normanno, Svevo e Angioino.

Qui si possono apprezzare i resti di un Tempio dorico, il Palazzo di Città, sede del Municipio, ed i caratteristici Doccioni, mascheroni di pietra che in passato avevano la funzione di grondaie, molti dei quali sono conservati nel Museo Archeologico.

Tra i palazzi, meritano di essere ammirati: Palazzo Amati di epoca settecentesca, Palazzo Carducci con scorci in stile Liberty e all'interno pregevole collezione di quadri ed una ricchissima biblioteca, ed il barocco Palazzo Galeota. Inoltre, esistono delle tappe obbligate per chi si trova a passare per questa affascinante città: innanzitutto la bella Cattedrale, uno dei più antichi templi romanici di tutta la regione. Intitolata al Patrono San Cataldo, essa venne edificata tra il 1071-1072 su una precedente chiesa cristiana.
Rinnovata nel XVIII secolo, ha una facciata barocca ed una cupola di stile bizantino. Splendido anche l'interno, con una bella fonte battesimale sovrastata da un baldacchino del '500, una barocca cappella dedicata al Patrono, un grandioso altare che custodisce le reliquie di San Cataldo, e tante altre opere di valore come magnifici affreschi, tele ed un soffitto a cassettoni.

Un'altra chiesa da non perdere è la Chiesa di San Domenico, costruita sui resti della Villa Imperiale che qui si era fatto erigere Federico II di Svevia. Bello anche il Castello voluto da Federico I che si trova ubicato in uno dei punti più suggestivi della città.
Interessantissimo il Museo Archeologico Nazionale, qui i reperti in mostra permettono di ripercorrere le più importanti tappe storico-artistiche della Taranto Greca.

Taranto - Villa Peripato
I giardini del Peripato sono il cuore verde di Taranto: ricchi di palme, pini e piante di svariate specie, consentono una veduta panoramica sul Mar Piccolo.

Già al tempo di Archita vi si passeggiava, si discuteva e si faceva scuola all'ombra degli alberi e tra le piante ed i fiori che fiancheggiavano viali e piazzette. È l'inizio della storia di questi nostri Giardini, storia che poi si snoda con le vicende stesse di Taranto, tra guerre e pace, tra sviluppo urbanistico e distruzioni, tra ricostruzioni e festivals, tra kermesse e Fiere del Mare, tra musiche e canti.

Agli inizi del 1800, tra le località che costituivano il Suburbio Tarentino si rintraccia il Toponimo: Peripato. Esso era definito come "Deliziosa villa sul mar Piccolo, con una vaghissima casina, verzieri di piante odorifere ed alberi di frutte esotiche e squisite".
Quegli orti preesistenti, intorno al 1863 furono trasformati dal Cavaliere Luigi De Beaumont, sotto la guida di un grande artista, Antonio Criscuolo, in una ridente Villa.
Intorno al 1890 il Borgo comincia ad espandersi e, successivamente le esigenze del Regio Arsenale portano al "sacrificio" della Rada di Santa Lucia, con la distruzione della omonima Chiesa e con la demolizione di antiche ville che coronavano la riva del Mar Piccolo, fra cui la superba Villa di Monsignor Capecelatro. Per fortuna la Villa Beaumont si salva e, nel 1913 essa viene trasformata nei "Giardini Pubblici del Peripato", con un'operazione che ne rispetta sostanzialmente i connotati settecenteschi.
Dal 1913 al 1933 la Villa Peripato si consolidò nel suo magnifico aspetto di Giardini Pubblici, luogo di incomparabile bellezza, nel quale furono ospitate numerose feste e pubbliche manifestazioni.

Attualmente i Giardini Peripato sono in fase di recupero eco-ambientale e archeologico tant'è che una parte di essi è non è fruibile.
Man mano, col completamento delle varie opere, gli ospiti della Città dei due mari e gli stessi tarantini rientrano in possesso di uno dei simboli più importanti della loro città e passeggiare tra i viali di questa splendida isola felice, godendo della vista del Mar Piccolo, proprio come Archita faceva secoli or sono.
stemma carbonara di bari
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